Wednesday, 09 August 2017 09:11

La promozione della salute nei luoghi di lavoro

La promozione della salute nei luoghi di lavoro (PSL) non solo abbia un valore strategico nelle aziende, ma debba essere considerata con un’ottica “più ampia rispetto all’adempimento degli obblighi di prevenzione e in coerenza con i principi della responsabilità sociale”. È necessario arrivare a considerare la promozione della salute quale “strategia complementare a quella della ‘tutela’ della salute”.

A ricordarlo è un intervento al workshop, che si è tenuto il 21 ottobre 2016 a Bologna durante la manifestazione “ Ambiente Lavoro”, dal titolo “ Costruire salute in azienda: i Piani della Prevenzione delle Regioni e delle Province Autonome fra tradizione e innovazione”.
La relazione, che si sofferma sugli obiettivi generali e sulle diverse attività del progetto, ne riporta anche gli obiettivi specifici:
- “prevenire o modificare quei comportamenti nocivi che costituiscono i principali fattori di rischio per le malattie croniche più frequenti (malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie, diabete);
- la PSL ( promozione della salute nei luoghi di lavoro) ha un valore strategico nei luoghi di lavoro soprattutto se collegata alla riduzione degli effetti additivi o sinergici sulla salute dei rischi professionali e di quelli legati agli stili di vita”.
Si stima, infatti, che “36 dei 57 milioni di decessi verificatisi nel mondo nel 2008, ovvero il 63%, sono stati causati da malattie non trasmissibili, inclusi in primo luogo le malattie cardiovascolari (48% delle malattie non trasmissibili), i tumori (21%), le patologie respiratorie croniche (12%) e il diabete (3,5%)”. E in Europa, “l’86% delle morti sono determinate da patologie croniche - malattie cardiovascolari e respiratorie, tumori, diabete - che hanno in comune quattro principali fattori di rischio: fumo, abuso di alcol, cattiva alimentazione e inattività fisica”. In Italia, questo gruppo di malattie “è responsabile del 75% delle morti e sempre del 75% di condizioni di grave disabilità”.
Si segnala poi che “particolarmente in questi anni di crisi economica e nuovi scenari lavorativi, si assiste ad una nuova diffusione delle problematiche connesse alle malattie croniche non trasmissibili. Chi è disoccupato fuma di più, abusa più spesso di alcol ed è più sedentario, tutti fattori di rischio per molte malattie, incluse quelle circolatorie, respiratorie, metaboliche e tumorali e per la mortalità generale”.

  • Author: Carmen Ciobanu
  • Country: Italy
  • Language: Italiano
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